Prezzi case marzo 2026: ISTAT segnala +4,1% nel IV trimestre 2025

Il 19 marzo 2026 l’ISTAT ha diffuso i dati provvisori sui prezzi delle abitazioni relativi al quarto trimestre 2025, consegnando al mercato un’indicazione chiara: il ciclo dei valori residenziali resta positivo, ma non si muove in modo omogeneo tra abitazioni nuove e abitazioni esistenti. È proprio questa divergenza il punto più interessante per chi si occupa di valutazioni immobiliari, compravendite, credito e analisi di mercato.

Secondo le stime preliminari, nel quarto trimestre 2025 l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie per fini abitativi o per investimento aumenta dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il dato tendenziale accelera rispetto al +3,7% registrato nel terzo trimestre 2025 e conferma che il mercato residenziale ha chiuso l’anno su una traiettoria di crescita ancora sostenuta.

Il punto centrale, però, è nella composizione di questa crescita. L’ISTAT chiarisce che l’aumento tendenziale dell’indice è attribuibile unicamente alle abitazioni già esistenti, che segnano un +5,2%, in accelerazione rispetto al +4,2% del trimestre precedente. Le abitazioni nuove, al contrario, mostrano un marcato rallentamento e registrano un -1,2% su base annua, dopo il +1,3% del trimestre precedente. Per il mercato immobiliare professionale, questa non è una sfumatura statistica, ma un segnale importante: il residenziale non sta salendo in blocco, e la dinamica dei valori dipende sempre di più dalla tipologia di prodotto e dal suo posizionamento nel mercato.

Per chi lavora nelle valutazioni, la differenza tra nuovo ed esistente ha implicazioni concrete. Significa che non si possono applicare letture uniformi a segmenti che stanno reagendo in modo diverso. L’usato ben collocato, assorbibile e coerente con la domanda reale continua a mostrare forza. Il nuovo, invece, sembra entrare in una fase più selettiva, in cui prezzi, caratteristiche tecniche, localizzazione, efficienza energetica e sostenibilità del costo complessivo diventano fattori ancora più decisivi.

Il comunicato ISTAT aggiunge un altro elemento utile: questi andamenti si registrano in un contesto di riduzione della crescita dei volumi di compravendita. L’istituto richiama infatti il dato dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui nel quarto trimestre 2025 la variazione tendenziale delle compravendite residenziali è pari a +0,4%, in forte rallentamento rispetto al +8,5% del trimestre precedente. Questo significa che i prezzi possono continuare a crescere anche quando i volumi rallentano, soprattutto se l’offerta resta selettiva e la domanda si concentra su immobili con caratteristiche molto precise.

Dal punto di vista metodologico, è una combinazione che richiede attenzione. Quando i volumi rallentano ma i prezzi tengono o accelerano, il rischio è leggere il dato medio come se valesse indistintamente per tutto il mercato. In realtà, la crescita dei valori può convivere con una maggiore polarizzazione: alcuni segmenti o territori continuano a performare bene, mentre altri mostrano segnali di fatica o semplicemente non riescono a sostenere le stesse dinamiche. È qui che il lavoro sui comparabili torna centrale.

Il comunicato fornisce infatti anche indicazioni territoriali utili. Nel quarto trimestre 2025 tutte le ripartizioni geografiche registrano tassi tendenziali positivi, ma con intensità diverse. La crescita più sostenuta si osserva nel Nord-est (+4,7%), mentre quella più contenuta riguarda Sud e Isole (+3,0%). Nei grandi comuni monitorati, gli aumenti più marcati si registrano a Milano (+6,3%) e Roma (+5,0%), mentre Torino cresce del 3,6%. Anche questo conferma che la lettura del dato nazionale deve sempre essere riportata al micro-mercato.

Per chi redige perizie, supporta istruttorie bancarie o segue investimenti residenziali, il messaggio è chiaro: le statistiche aggregate aiutano a leggere il ciclo, ma non sostituiscono la verifica sul singolo mercato competitivo. Se la crescita dei prezzi si concentra soprattutto nell’usato e con intensità diverse per area geografica, allora la selezione dei comparabili deve essere ancora più rigorosa per data, localizzazione, tipologia, stato manutentivo e reale liquidità dell’immobile.

L’ISTAT segnala inoltre che, in media, nel 2025 i prezzi delle abitazioni aumentano del 4,0%, con un incremento dello 0,6% per le abitazioni nuove e del 4,7% per quelle esistenti. Questa dinamica produce un effetto di trascinamento al 2026 pari a +1,6%. Anche questo è un passaggio interessante per il lavoro editoriale, perché aiuta a spiegare che una parte dell’andamento dell’anno in corso era già incorporata nei dati di fine 2025. Per il professionista significa evitare letture troppo affrettate dei primi mesi del 2026 e distinguere meglio tra eredità statistica e cambiamenti realmente nuovi.

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